Vacanze in montagna per il benessere della pelle

Manca poco alle vacanze di Natale! Avete in programma una settimana bianca in alta quota? Rifugiarsi al fresco delle montagne genera diversi benefici anche per il nostro benessere psicofisico.

Per sfruttare al meglio il vostro soggiorno ad alta quota è importante portare con voi alcuni consigli per proteggere al meglio la vostra pelle. Vediamoli insieme!

Vacanze in montagna: i benefici

La principale caratteristica che rende la montagna un ambiente davvero unico per la nostra salute psico-fisica è: la presenza di più ossigeno nell’aria.

Un’aria più fresca e pulita ci induce a fare respiri più lunghi e profondi. Questo fa sì che il nostro cuore lavori meglio su due fronti:

  • maggiore produzione di globuli rossi = pressione più bassa, che ci fa sentire meglio e in armonia con noi stessi;
  • il nostro corpo sia maggiormente ossigenato = cellule più nutrite, che ci fa sentire più svegli e più lucidi, cosa che molto di rado accade in città.

Il fresco e l’aria ci fanno sentire più attivi e stimolano la voglia di fare lunghe camminate tra i boschi e i paesaggi mozzafiato. Questo oltre ad aumentare il buon umore e abbassare lo stress ci aiuta a sciogliere gli accumuli di grasso oltre ad avere innumerevoli benefici all’apparto cardiovascolare!

 

Miglioramento della salute in generale. 

Passare circa 30 minuti sotto il sole è in grado di fornire la quantità giornaliera di vitamina D di cui il nostro corpo ha bisogno. Avere sufficiente vitamina D nel corpo aiuta le ossa e riduce il rischio di sviluppare malattie ossee come l’osteoporosi e l’osteomalacia, un beneficio particolarmente utile per le donne. Inoltre, la vitamina D può anche ridurre il rischio di sviluppare altre malattie come la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1, la sindrome metabolica e tutta una serie di malattie cardiache. Ancora, aiuta anche nel caso di malattie della pelle come il fuoco di Sant’Antonio.

 

Inverno in montagna: come proteggersi

Durante la settimana bianca (ma anche in città, raccomandano i dermatologi) bisogna proteggere l’epidermide dai raggi solari anche nelle giornate coperte. Le nuvole lasciano filtrare il 90% degli Uva, che vanno in profondità e distruggono il Dna delle cellule del derma causando invecchiamento precoce e danni che predispongono anche ai tumori cutanei. Non solo. Anche il vento può “scottare” la pelle. Gli anglosassoni lo chiamano windburn, arrossamento da vento, e colpisce mentre si scia o si cammina all’aperto. Cause e sintomi sono simili a quelli del sole, come arrossamenti, couperose, dermatiti, persino seborrea.

La strategia consigliata dagli specialisti è giocare d’anticipo: tenere sempre la pelle nutrita, applicare costantemente i solari o i prodotti di make-up con filtri protettivi.

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